Sono Rachele!
Scenografa e illustratrice. Trasformo idee in spazi da vivere, con cura e un po’ di magia.
Dove è iniziato tutto
Dopo la fine del Liceo Artistico nel 2018, mi sono iscritta all’Accademia di Belle Arti di Venezia, scegliendo inizialmente l’indirizzo di costume, dove mi sono laureata nel 2021 in Scenografia e Architettura di scena. Ho conseguito il Biennio nella stessa Accademia, laureandomi nel 2024 in Scenografia e scenotecnica.
Dopo un periodo estero di tirocinio post laurea presso il Teatro Real di Madrid, nel quale ho esplorato tecniche e materiali diversi da quelli affrontati nei teatri italiani, tra cui le protesi prostatiche, la scultura di scena e la caratterizzazione, sono ritornata in Italia, iniziando a lavorare per i junket nel cinema e proseguendo in parallelo le commissioni di illustrazione.
Durante il periodo accademico ho sperimentato diversi linguaggi artistici, dalla pittura di scena alla costruzione, installazione, progettazione e lavorazione di tessuti.
Quest’ultima, in particolare, rimane la mia fonte di ispirazione principale: la ricerca e lo studio delle diverse tecniche per trattare il tessuto e la matericità dei materiali sono il cuore della mia ricerca artistica.
La sensorialità fa parte del mio modo di interagire e comprendere ciò che mi circonda, anche se non disdegno l’arte digitale e le sue pratiche. Nella mia ricerca artistica la contaminazione occupa uno spazio centrale: esplorare culture, materiali e lavorazioni diverse mi consente di esprimermi in diverse aree. Il mio sogno è riuscire a diventare una scenografa a 360°, continuando a studiare e a imparare nuove forme di espressione.
Altro elemento chiave della mia narrativa artistica è la fruibilità: penso che uno spazio pensato per ospitare le persone debba comprendere le necessità di tutti i visitatori che ne usufruiranno. Uno spazio accessibile non sempre è anche fruibile.
Nella mia tesi magistrale, ispirata a Edipo a Colono, ho ricreato una mia interpretazione del Boschetto delle Eumenidi, un luogo sacro e misterioso, accessibile solo da Edipo. Attraverso questa connessione, ho pensato a uno spazio sensoriale fruibile da persone con disabilità visiva. Questa ricerca ha inizio nel 2018, quando in occasione della mostra con il collettivo Labirinto Project ho presentato il mio progetto “vietato NON toccare”, in cui invitavo il pubblico a interagire con i quadri tridimensionali che avevo realizzato.
Lavoriamo insieme
Se vuoi collaborare con me, scrivimi: mi piace lavorare in team e porto sempre con me una buona dose di energia positiva.